dio in camicia

Un angelo storpio cadde dal cielo: fu un poeta.

Si è sempre ritenuto che la divinità discendesse dall’alto (un alto dell’universo che, poi, è anche un basso o un laterale).Tra concupiscenze o ombreggiate fluttuazioni. Tra incarnazioni o angoscianti naturalismi.

Il dio trasfuso negli atti. Nelle intemperanze. Negli isolamenti. Nelle maledicenti insorgenze del dolore. Nella agognata partecipazione alla infinita eternità dell’essere.

E cosa sarebbe un dio inerte alle fantasmagoria delle attese o delle pretese? Un dio oltre l’altrove. Un dio senza drappi di onniscienza. Un dio in libero arbitrio.

Un agitatore di favole. Un dio in camicia.

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Un commento su “dio in camicia

  1. Caro Umberto, gli angeli non caddero mai. E quelli storpi preferiscono ancora danzare. E la sorte del poeta ancora invoca un Fato maligno e comprensivo.
    I vecchi pazzi sono tanti, una congrega disordinata e adescatrice.
    Benvenuto.

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